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Recensione
19-06-2020 : KENTIN JIVEK
A chi ci segue con più attenzione non sarà certo sfuggito il talento del polistrumentista/cantante poliglotta Kentin Jivek, del quale abbiamo già trattato con piacere diverse uscite. Giunto alla sua sedicesima release dal 2009 ad oggi (anche questa autoprodotta, come numerose altre), l'artista parigino ha già dato prova - soprattutto nelle ultime fatiche - di sapersi smarcare con stile da quel suono a cavallo fra psych-folk ed ambient che già agli inizi risultava figlio di una visione molto più personale ed ampia di quella dei menestrelli del neofolk, e che negli ultimi anni si è spinto in una...
 
Recensione
19-06-2020 : ALPHAMAY
Solo pochi mesi fa parlavamo di "Retrographie", doppia raccolta che riassumeva la già intensa carriera del duo Alphamay (formatosi nel 2012), soprattutto a favore di quel pubblico russo (non a caso l'etichetta produttrice era la ScentAir) che l'act tedesco si preparava ad incontrare per una serie di concerti. Cris Frickenschmidt (musiche e voce) ed Henning Hammoor (voce) tornano ora con la sesta prova complessiva sulla lunga distanza, abbandonando la Timezone in favore della Battersea Electric e confermandosi ancora una volta quale ideale ponte/crocevia fra synthpop e darkwave. Il piglio electro del duo non si ferma a...
 
Recensione
19-06-2020 : SONOLOGYST
Un titolo come "antichi culti della morte e credenze" dice già molto della nuova opera del progetto di Raffaele Pezzella, che ritroviamo alla corte della titolata Cold Spring due anni dopo che la label britannica aveva ristampato l'album del 2015 "Silencers (The Conspiracy Theory Dossiers)". Giunto complessivamente ad una quindicina di uscite, l'act italiano trova negli antichi culti della morte e nelle relative credenze un nuovo tema ispiratore che porta il suono a piegare verso la ritualità, in ossequio alla venerazione dei morti ed al timore della loro ira. Temi affascinanti di cui oggi sappiamo molto...
 
Recensione
19-06-2020 : MARK SEELIG
Era dai tempi di "Disciple", realizzato in proprio nel 2005 e poi ristampato dalla Projekt nel 2010, che l'americano Mark Seelig non firmava un album in solitaria, avendo collaborato attivamente in lavori firmati assieme ad altri musicisti del calibro di Steve Roach, Byron Metcalf, Sam Rosenthal, Loren Nerell etc... Questa sua nuova fatica, alla quale il succitato Nerell collabora con soundscapes e droni, è proprio l'ideale seguito di "Disciple", in cui Mark si cimenta non soltanto coi fatidici flauti Bansuri di bambù, ma anche con dilruba (il violoncello indiano), violino elettrico, chitarra acustica e canti...
 
Recensione
19-06-2020 : XTR HUMAN
Ci sono voluti ben sei anni alla band berlinese per replicare al positivo album d'esordio "Atavism", interrotti in maniera significativa dal solo EP del 2018 "Reflections", ma infine Johannes Stabel ed i suoi sodali hanno trovato l'ispirazione necessaria per tornare come si conviene sulle scene. Il nuovo full-length, realizzato dal tandem di etichette No Emb Blanc/Blackjack Illuminist in tutti i formati (CD digifile apribile in 100 copie, cassetta in 30 esemplari, vinile in sole 20 unità ed ovviamente download), sprizza infatti una freschezza tutta nuova in virtù delle maggiori contaminazioni in senso...
 
Recensione
19-06-2020 : MINUSHEART.
In giro ormai dal 2007 e giunti al quinto album in studio, i tedeschi minusheart. sono riusciti a costruirsi passo dopo passo un proprio stile che coniuga elettronica, rock ed industrial in maniera schietta e pungente. Due anni dopo "Traps And Treasures", il quartetto guidato da Diver e Benden pare essere finalmente giunto alla sintesi ideale del proprio sound, oggi ancor più asciutto ed attento ad aspetti fondamentali come incisività, groove e qualità dei ritornelli, ma anche più aspro nelle movenze, come tutti e dieci i brani inclusi dimostrano ognuno a modo suo. La voce scostante di Diver, debitrice...
 
Recensione
19-06-2020 : IN RUIN
Se escludiamo una raccolta di rarità ed inediti pubblicata in proprio nel 2016, gli americani In Ruin mancavano all'appuntamento con un nuovo album da oltre un decennio, tant'è che si attende il successore del debut "A Ghost To Be Forgotten" dall'ormai lontano 2008 (l'EP dello scorso anno "Waves Of Darkness" ne aveva solo proposto qualche brano in anteprima). Così come per il suddetto esordio sulla lunga distanza, anche stavolta è la Heidenvolk di Henryk Vogel (Darkwood) a pubblicare l'album in un essenziale quanto gradevole digipack, praticamente in concomitanza col live "casalingo"...
 
Recensione
19-06-2020 : PARANOIA INDUCTA
Dopo l'apprezzato split assieme a Corona Barathri "Atra Mors" di fine 2019, il longevo act polacco torna sul mercato con ben tre uscite, tutte targate Heerwegen Tod Production: le ristampe in cassetta dei primi due lavori datati 2004 "Sanctified Destruction" e "The Unholy Place" ed il nuovo full-length in CD "Viri Probi", oggetto di questa recensione. La nuova fatica va a chiudere la trilogia "Lux Mundi", iniziata in seno alla Beast Of Prey con gli album "Gloria Laus" (2006) e "Pia Fraus" (2008) e basata sulle atrocità commesse dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso...
 
Recensione
19-06-2020 : ANDROMACA
Nella consueta confezione che ricalca quella di un vinile 7", la Hellbones mette sul mercato questa opera prima targata AndromacA, duo nostrano composto dall'esperto Stefano Bertoli e dalla soprano Antonella Suella. Definito dai suoi stessi autori un progetto di elettronica contemporanea, AndromacA poggia su chiare e forti coordinate sperimentali, sia nell'approccio alle macchine di Stefano, sia nella vocalità di Antonella, come si evince nell'unica monolitica traccia racchiusa nel dischetto. Se Stefano manipola i suoi macchinari fra moti ondosi che alternano un sano nervosismo a planate più tenui, alla maniera di certi...
 
Recensione
19-06-2020 : PLEXIPHONES
Attivi già da diverso tempo (il loro disco d'esordio, "News From The Colonies", è del 2011), i tedeschi Plexiphones, dopo ben tre anni, pubblicano "Break In The Clouds", loro terzo album che, fin dal titolo emblematico, suggerisce alcuni cambiamenti all'interno di quello che è il loro stile: se con il precedente "Electric" si viaggiava sulle ali di un corpulento pop intriso di arrangiamenti certosini dove, per merito di una buona produzione, nulla veniva lasciato al caso, in "Break In The Clouds" si preferisce allestire un impianto sonoro che, pur presentando la solita attenzione...
 
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