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Recensione
04-07-2019 : MEAGER BENEFITS
MEAGER BENEFITS
Théo Parlier, polistrumentista francese, pubblica nel 2018 il suo disco di debutto "Destructive Cycle" (uscito in cassetta per la Hidden Bay dopo un mini digitale rilasciato col vecchio monicker My Best Fiend) a nome Meager Benefits, vera e propria one-man-band dove egli, servendosi di una strumentazione a basso costo, riesce in maniera dignitosa a ricreare un sound minimale che, pur rifacendosi a strutture musicali ormai consolidate, ha dalla sua una certa personalità. A solo un anno di distanza e col successivo cambio di etichetta, il musicista ci riprova con "Crawling", album che conserva pressappoco le....
 
Recensione
14-06-2019 : FRANK THE BAPTIST
FRANK THE BAPTIST
Frank Vollmann e i suoi Frank The Baptist (band formatasi a San Diego ma, ad oggi, con sede operativa in quel di Berlino) arrivano dopo quattro anni di assenza al loro quinto album in studio, ovvero il qui descritto "Road Omen". Forti di un discreto seguito di appassionati grazie anche agli apprezzamenti conseguiti con lavori quali "The New Colossus" e "As The Camp Burns", i quattro continuano la propria avventura discografica dispensando la consueta formula fatta di morbide suggestioni goth, atmosfere novembrine e, naturalmente, strutture compositive tipicamente post-rock. L' artwork del disco, nella sua essenza....
 
Recensione
18-01-2019 : VLIMMER
VLIMMER
Il dodicesimo dei 18 EP programmati dal mastermind Alexander Leonard Donat per la sua creatura Vlimmer, uscito in concomitanza con l'undicesimo (da noi già trattato nella scorsa tornata), si rivela essere sin qui quello più intenso dell'intero lotto. Coi suoi canonici cinque brani racchiusi nella fatidica confezione cardboard corredata dalle solite due polaroid (quella coi testi e l'altra 'ad hoc', stavolta particolarmente sognante nel tema e nei colori), e come sempre disponibile anche nella limitatissima edizione su cassetta nera di sole 15 copie, cui si uniscono le 35 del box in legno (comprendente gli EP "XI" e....
 
Recensione
18-01-2019 : THE WIDE
THE WIDE
Progetto nato dai diversi membri di gruppi come Dead Guitars e 12 Drummers Drumming, con in totale ben 28 anni di esperienza in studio e sui palchi sulle spalle, i The Wide - assieme allo stesso album d'esordio "Paramount" - denotano, sin dalla scelta dei nomi, una volontà piuttosto evidente di spaziare con stilemi ed approcci sonori senza aggrapparsi saldamente a nulla, pur mantenendo intatta in ognuna delle dieci tracce una malinconia dolce-amara di derivazione variopinta, a tratti post-rock, in altri wave e gotica passando anche e soprattutto per strade psichedeliche, ma sempre efficace nel delineare un mosaico di....
 
Recensione
18-01-2019 : LOBBY
LOBBY
Generi ben codificati come new wave e post-punk poco si prestano ad innovazioni di sorta, ma questo lo sanno bene i Lobby, giovane quartetto francese fondato nel maggio 2017 sulla base di un comune amore dapprima per il rock di inizio millennio, e poi per quei nomi che hanno fatto scuola negli anni '80 nei due settori sopraccitati. La soluzione, come sempre, sta nel riuscire ad incanalare le proprie influenze per creare canzoni valide, infondendo quella giusta dose di personalità sufficiente a non far gridare alla mera clonazione, ed in questo i ragazzi d'oltralpe riescono bene, come dimostrano i dieci brani di quest'opera prima. Se la....
 
Recensione
18-01-2019 : BAD SAV
BAD SAV
Esordio sulla conterranea Fishrider Records - distribuito in Europa dall'inglese Occultation - per questo trio di Dunedin (Nuova Zelanda), improntato su di un approccio guitar-oriented tra sensualità shoegaze e sentori più marcatamente garage. È nell'effetto 'macchina del tempo' che il lavoro trae la sua vera forza, contornandosi di atmosfere figlie di quei suoni che hanno segnato una generazione attraverso chitarre edulcorate ed allungate in vorticosi o docili riverberi dalle ritmiche languide - basti ascoltare pezzi come "Parker", "Pets", "Twilight Zone" - ed altri frangenti più....
 
Recensione
05-01-2019 : BLACKIEBLUEBIRD
BLACKIEBLUEBIRD
Attraverso questa nostra rivista online abbiamo avuto il piacere di parlarvi di moltissimi debutti, spesso e volentieri anche importanti e di alta caratura, proprio come questo "Ghost River" dei BlackieBlueBird. Parlare in questo caso di esordio è tuttavia solo un mero dato formale, dal momento che il duo di Copenhagen è composto da artisti d'esperienza: anzitutto Heidi Lindahl, già nota alle cronache per il progetto pop/acustico Summing Silence, e poi, soprattutto, quel Nils Lassen che già nei primi anni '80 sperimentava fra post-punk e no wave coi Cinema Noir, e che in seguito avrebbe anche sondato i....
 
Recensione
05-01-2019 : VLIMMER
VLIMMER
Prosegue spedita la marcia dei 18 EP programmata dal tedesco Alexander Leonard Donat per il suo solo-project Vlimmer, iniziata tre anni or sono ed oggi giunta a quota 12 (il dodicesimo EP, di cui parleremo presto, esce in concomitanza con l'undicesimo, oggetto di questa recensione). Racchiusa nel consueto cardboard artigianale con le fatidiche due polaroid (una coi testi, l'altra ad immortalare il mood con un magnifico panorama di un lago in mezzo ad una pineta), ma disponibile anche nella limitatissima edizione in cassetta nera (15 gli esemplari prodotti) o nelle 35 copie del box in legno comprendenti i due CDr "XI" e....
 
Recensione
05-01-2019 : VV.AA.
VV.AA.
La tedesca afmusic, nei dieci anni dalla sua fondazione, ha pubblicato qualcosa come oltre 100 uscite nel formato fisico ed oltre 150 in quello digitale, e con la presente compilation intende celebrare tale fruttuosa decade. Realizzato in un essenziale digipack privo di booklet così come di qualsivoglia informazione utile, il sampler consta di quattordici tracce (in verità ve ne è però una quindicesima, non segnalata nella tracklist) che ripercorrono il decennio in esame attraverso i nomi più significativi del roster della label, la cui predilezione stilistica ha sempre gravitato fra goth rock, darkwave,....
 
Recensione
07-12-2018 : ON THE FLOOR
ON THE FLOOR
Il quartetto di Amburgo non pare intenzionato a perdere altro tempo, e dopo la 'resurrezione' dello scorso anno, concretizzata con la pubblicazione dell'album "Made Of Scars" ad oltre 14 anni di distanza dal precedente "Under A Heart-Shaped Sun", replica col suo terzo full-length a poco meno di un anno dal suddetto rientro. Tempi stretti per una band che, evidentemente, ha una gran voglia di recuperare il tempo perduto, ed a ragion veduta alla luce di quanto ci è dato ascoltare con la nuova fatica, in cui l'electro-goth già sciorinato nei precedenti capitoli raggiunge il suo miglior bilanciamento fra....
 
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